Il Faro onlus


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Serata 30 ottobre 2008 Padova

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Teatro delle Tradizioni Venete P. Xicato


P R E S E N T A


NIOBE

FARSA IN TRE ATTI
IN DIALETTO

DALL’OMONIMO LAVORO
di Harry Paulton


Regia di
Alberto ed Enrico Ventura


PROGETTO CIAD III°


LOCALITA’:
Provincia di Sarh - Ciad

ENTE RESPONSABILE:
AES-CCC, CGA, Ass. Il Faro o.n.l.u.s.

DESCRIZIONE RIASSUNTIVA: progetto socio-sanitario di medio termine che prevede:
- prosecuzione del finanziamento del Centro di formazione di Tate Moè
- realizzazione presso l’Ospedale di Maingarà di un impianto fotovoltaico (I trance) e di una pompa per l’approvvigionamento dell’acqua

RESPONSABILI:
Giovanni Michelotto, Ilario Salata (AES-CCC), Ennio Guido, Gianna Tecchio (Associazione Il Faro o.n.l.u.s.), Francesco Marinoni, Claudio Gobbin € (CGA)COSTO DEL PROGETTO:
35.000 Euro di cui 10.000 a carico dell’Associazione Il Faro o.n.l.u.s.
TEMPO DI REALIZZAZIONE:
2008-2009


“Niobe” di Harry Paulton, arriva in Italia alla fine dell’ ‘800 nella traduzione di Nelia Fabretto.
Nulla sappiamo dell’autore, le nostre ricerche (SBN) ci riportano solo un lavoro, la Niobe appunto, e non vi è traccia di lui nemmeno nell’enciclopedia dello spettacolo di S. D’Amico.
Il traduttore, Nelia Fabretto, invece, è autore conosciuto agli addetti ai lavori, prolifico, soprattutto come traduttore dal tedesco e dall’inglese di opere teatrali e testi per musica. Il più noto fra tutti è sicuramente una delle trascizioni in italiano della famosa canzone “Paloma” di Sebastian de Yradier (ed. Ricordi 1946).
Nelle nostre peregrinazioni alla ricerca del raro, o del poco rappresentato, o del dimenticato, abbiamo inciampato in una versione in dialetto veneto di questo lavoro.
E’ doveroso ricordare allo spettatore che nel periodo tra la fine della prima guerra mondiale e l’avvento della “televisione di massa” (fine anni ‘60 del secolo scorso) il teatro in lingua veneta era tanto apprezzato che non vi era compagnia professionistica di “giro” che non avesse in cartellone una “goldoniana” in costume e una commedia in dialetto veneto. Così, per garantire alle compagnie una disponibilità sufficiente di testi in vernacolo e sempre nuovi, vi fu tutto un fiorire di versioni in veneto di opere originariamente scritte in italiano o anche in altri dialetti.farsa che vedrete questa sera, è il recupero di uno di questi testi, versione dialettale di ignoto, forse di Antonio Garzesi, (capocomico che diresse una compagnia molto apprezzata a Padova tra gli anni ’40 e ’60). Gli originali di cui siamo venuti in possesso sono due. Il primo, il più completo, con le attribuzioni autografe del Garzesi delle parti ai singoli attori, è in uno stato di conservazione pietoso: si tratta una copia a cartacarbone dattiloscritta su velina (IV o V foglio); il secondo, nel quale non sono state trascritte alcune parti importanti (forse il frutto di un rimaneggiamento allo scopo di accorciare la durata del lavoro), appare meglio conservato ed è quello che ci ha consentito, alla fine, il recupero della maggior parte del testo.
Per accertare l’adesione delle versioni dialettali all’originale in italiano, abbiamo voluto recuperare anche una copia del testo di Fabretto che ci ha permesso di aggiustare alcune incongruenze e recuperare alcune omissioni anche importanti per la comprensione della vicenda. Ancora, abbiamo dovuto apportare alcune modifiche per alleggerire alcune scene adattandole ad uno stile di recitazione più moderno. Operazione di restauro, questa, inevitabile per poter gustare la freschezza e l’originalità di questo particolare lavoro.
Grazie.

Enrico Ventura


aggiornato il 10 maggio 2011 | info@ilfaroonlus.it

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